Io e te siamo una sola cosa: non posso farti male senza ferirmi.
Mahatma Gandhi
Gli sciamani credono che ciascuna persona sia solo un filo nel tappeto del mondo: il suo potere è intrinsecamente legato agli altri fili, insieme ai quali forma i disegni del tessuto. La spiritualità così come la scienza sono giunti alla medesima conclusione: non siamo entità separate. Tra gli esseri umani esiste una rete invisibile che collega gli uni agli altri in modo inscindibile e ci connette col resto del Creato. Ogni individuo, così come ogni aspetto del Creato, è come un filo di un tappeto: se guardiamo un unico filo avremo una percezione ben ristretta della realtà, ma se guardiamo la creazione nell'insieme -il tappeto nella sua interezza- potremo scorgerne l'intera trama, l'armonia del disegno, la ricchezza delle forme, la qualità del tessuto, l'equilibrio dei colori.
Siamo invece abituati a portare la nostra attenzione sul singolo filo (noi stessi) e al massimo su qualche altro filo che ci sta vicino, e di lì a trarre conclusioni sul tappeto intero, conclusioni inevitabilmente distorte dalla nostra visione limitata, legata alla nostra posizione rispetto al tutto e alla prospettiva dalla quale osserviamo. Sapere che esiste un disegno molto più grande, che trascende ciò che possiamo percepire con i nostri sensi fisici, è il primo passo per correggere la visione miope che abbiamo di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda: pensare in modo individualistico ci riporta alla prospettiva del singolo filo e ci impedisce di agire per il meglio. Immaginiamo cosa succede quando cerchiamo di danneggiare un nostro simile. Poniamo, ad esempio, che il colore del filo che sta al nostro fianco proprio non ci piaccia e che, per questo, decidiamo di strapparlo: se avessimo una visione più ampia, potremmo constatare che un'azione del genere danneggia il tappeto intero e, quindi, anche noi stessi in quanto parte di esso. Senza quel filo, bello o brutto che l'abbiamo giudicato, tutto l'insieme avrà perso qualcosa e non sarà più lo stesso.
Più ci allontaniamo da questa visione globale, meno cioè riusciamo a vedere il ‘tappeto dell’umanità’, più il nostro disagio cresce. Percepirsi separati, infatti, dà luogo al sentimento forse più doloroso col quale ci confrontiamo: la solitudine.